Gli anni Quaranta e la ricostruzione

Per Federico Motta, per la Cliché Motta e per le persone che vi lavorano, la Seconda Guerra Mondiale segna una nuova battuta d’arresto, dopo quella della Grande Guerra. Sono anni durissimi ma nel dopoguerra, con il ritorno della pace e il desiderio di ricostruzione, le attività della piccola tipografia riprendono con rinnovato entusiasmo e, con il nuovo nome di Federico Motta Editore, si amplieranno sempre di più.

Federico Motta accanto alla sua fuoriserie, di fronte alla nuova sede della Federico Motta Editore

Federico Motta accanto alla sua fuoriserie, di fronte alla nuova sede della Casa Editrice in via Branda Castiglioni a Milano

Una nuova sede per la Federico Motta Editore

Le novità sono molte, a cominciare dalla sede. Subito dopo la fine della guerra Federico lascia via Paolo Sarpi e trasferisce la sua casa e il suo laboratorio in via Branda Castiglioni. È ora in un quartiere periferico a nord ovest di Milano, a ridosso della campagna. Qui viene costruito un nuovo edificio più grande e più solido, in grado di ospitare la tipografia e le moderne attrezzature di cui necessita. E anche in questa occasione Federico, appassionato di fotografia, si fa ritrarre con un scatto davanti alla nuova sede, accanto alla sua fuoriserie.

Riprendono le attività

L’impegno e la passione per la stampa caratterizzano anche questa nuova fase dell’attività della tipografia, che alla fine degli anni Quaranta cambierà per l’ultima volta nome, diventando definitivamente Federico Motta Editore. Si ricomincia quindi, senza risparmio di energia e di fantasia! L’attività si amplia e le prospettive diventano sempre più ambiziose.

La tipografia con le rotative della Federico Motta Editore

La tipografia con le rotative della Federico Motta Editore

Tempo di innovazioni

Nella tipografia intanto fanno la loro comparsa nuove attrezzature. Alcune di queste si devono proprio all‘intraprendenza e alla creatività del titolare. Fra queste c’è una macchina per la fotoriproduzione montata su un carrello scorrevole. Federico la realizza recuperando i binari e le molle di sospensione di un vecchio tram. Per la stampa dei fumetti viene invece utilizzata una rotativa tipografica. A questa si aggiungeranno altre macchine sempre più sofisticate e all’avanguardia.

Si prepara così la strada che porterà, negli anni Cinquanta, a una nuova grande avventura. Inizia infatti la pubblicazione dell’Enciclopedia Motta, che uscirà a fascicoli in edicola. Una sfida che la Federico Motta Editore porterà avanti con l’entusiasmo e la passione che caratterizzano la sua attività.

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  1. […] lingua. Anche per Federico Motta Editore gli anni Quaranta furono un momento cruciale, con la ripresa delle pubblicazioni e l’introduzione di nuovi macchinari in […]

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