Dieci anni senza Prince

Il 21 aprile di dieci anni fa se ne andava Prince Rogers Nelson, un’icona che ha ridefinito i confini della creatività musicale. Artista poliedrico, visionario e innovatore, Prince ha influenzato generazioni con la sua musica senza tempo e il suo spirito rivoluzionario. La sua eredità continua a ispirare artisti e appassionati in tutto il mondo.

Il 2016, un anno di addii

Il 2016 è stato ricordato come un anno di addii nel mondo della musica leggera: nell’arco di dodici mesi se ne andarono, uno dopo l’altro, alcuni dei nomi che avevano fatto la storia del rock e del pop dagli anni Sessanta in avanti. In quell’anno sono morti nomi di peso, come Leon Russell, Glenn Frey, Maurice White, Greg Lake e Keith Emerson, Davide Bowie, Leonard Cohen e George Michael. Al lungo elenco bisogna aggiungere anche Prince, morto nella sua casa-studio nel complesso di Paisley Park, alle porte di Minneapolis. Così l’Annuario 2017 ricordava la figura di Prince:

Artista geniale, Prince ha ridefinito il concetto di idolo pop: il suo approccio “totale” alla creazione delle canzoni e il coraggio di essere diverso e provocatorio gli hanno consentito di lasciare un’impronta indelebile nella storia della musica. Per la sua vena creativa eclettica e smisurata, che lo ha visto spaziare in tutti i generi e regalare brani memorabili anche ad altri artisti, e per il talento eccezionale come strumentista e cantante, Prince può essere considerato il musicista pop-rock più completo degli ultimi 35 anni.

Polistrumentista, cantautore e non solo: Prince è stato un artista eclettico dalle identità artistiche. La sua carriera è stata segnata da grandi successi: a testimoniarlo sono i 7 Grammy conquistati e il premio Oscar alla migliore colonna sonora, vinto nel 1985 per Purple Rain, dall’omonimo film diretto da Albert Magnoli, in cui il cantante recitava nella parte del protagonista.

Prince, tra musica e innovazione

Dalla sua esplosione sulla scena con 1999 (1982) fino al trionfo di Purple Rain (1984), Prince Rogers Nelson (questo il suo vero nome) ha ridefinito i confini tra rock, funk, soul e pop, creando un linguaggio musicale unico e inconfondibile. Polistrumentista prodigioso, compositore visionario e produttore instancabile, ha pubblicato 39 album in studio, dimostrando una creatività inesauribile. La sua capacità di reinventarsi continuamente, passando dalla dance ad album più sperimentali, ha sfidato le convenzioni dell’industria musicale.

Oltre al talento artistico, è stato un pioniere nella battaglia per i diritti degli artisti. Ha infatti combattuto per il controllo creativo della propria musica in un’epoca in cui le major discografiche dominavano il settore. Ma la sua influenza si estende ben oltre la musica: stile, performance sceniche memorabili e un approccio coraggioso all’identità artistica hanno fatto di Prince un’icona culturale il cui impatto continua a risuonare nella cultura contemporanea.

Una sperimentazione a 360 gradi che ha investito anche… in suo nome d’arte. Nel 1994 aveva infatti abbandonato il nome Prince, sostituendolo con un simbolo grafico impronunciabile, che compariva sui suoi dischi e oggi riprodotto davanti anche davanti alla sua abitazione. In seguito ha adottato l’acronimo «Tafkap» (The artist formerly known as Prince), per poi riprendere il nome Prince nel 2001.