I 100 anni dalla nascita di Andrea Camilleri
Il 6 settembre 2025 si celebrano i 100 anni dalla nascita di Andrea Camilleri. Lo scrittore siciliano, che si occupò a lungo di teatro e televisione, è ancora oggi amato dai lettori per i suoi romanzi polizieschi e per il loro protagonista, il commissario Montalbano. Con l’occasione, scopriamo alcune curiosità sullo scrittore e sul suo personaggio più famoso.
Andrea Camilleri e la nascita di Montalbano
Come racconta l’Enciclopedia Motta, Andrea Camilleri, nato a Porto Empedocle il 6 settembre 1925 e morto a Roma il 17 luglio 2019, è stato scrittore, regista teatrale e sceneggiatore per la televisione. Fu esperto di cinema e docente al Centro sperimentale di cinematografia di Roma e all’Accademia nazionale d’arte drammatica. La sua fama presso il grande pubblico è però legata ai suoi gialli, che hanno come protagonista il commissario Salvo Montalbano.
La nascita del personaggio risale al 1994, quando Camilleri pubblica La forma dell’acqua. Si tratta del primo romanzo con protagonista Montalbano, un commissario di polizia che indaga sull’omicidio di un esponente politico. È l’inizio di una lunga serie di romanzi, che sono stati trasposti dalla RAI in una fortunata fiction e alcuni film televisivi. Le indagini di Montalbano sono ambientate a Vigata, una immaginaria cittadina sulla costa siciliana. Camilleri ricostruisce con minuzia la Sicilia nei suoi romanzi, cercando di rendere le atmosfere dell’isola anche attraverso la lingua, che mescola sapientemente italiano e siciliano.
Ma da dove prese ispirazione Camilleri per la nascita di Montalbano? Nei romanzi leggiamo che il commissario ha in realtà un aspetto molto diverso da quello che vediamo nella fiction: ha folti capelli e i baffi. Camilleri, infatti, si era ispirato all’attore Pietro Germi, così come appare nel film Il ferroviere (1956). Queste fattezze hanno ispirato anche la statua dedicata a Montalbano che si trova a Porto Empedocle. Il nome Montalbano, invece, è un omaggio al giallista spagnolo Manuel Vázquez Montalbán, inventore del detective Pepe Carvalho. Infine, una curiosità anagrafica: nella finzione il commissario è nato il 6 settembre, lo stesso giorno di nascita di Andrea Camilleri.
Camilleri e Pirandello
«Tutta la mia vita è un debito con Pirandello» disse Camilleri. Esiste infatti un legame particolare unisce i due scrittori siciliani sia per la vita privata per la carriera da scrittore. Non tutti sanno, infatti, che tra Camilleri e Pirandello c’era un rapporto di parentela: la nonna paterna di Camilleri, Carolina Morello, era infatti cugina dello scrittore, premio Nobel per la letteratura nel 1934. Nello stesso anno, tra l’altro, i due si incontrarono di persona, quando Camilleri era bambino e Pirandello fece visita alla cugina. Il giovanissimo Andrea rimase colpito e al tempo stesso spaventato da questo curioso parente, che si presentò con l’uniforme da accademico d’Italia (Camilleri raccontò che pensava fosse un ammiraglio).
Il rapporto tra i due ha però anche degli aspetti artistici e intellettuali. Nella sua lunga carriera Camilleri fu anche regista teatrale, e diresse oltre cento opere, molte delle quali proprio di Pirandello. Questa esperienza, come riconobbe in seguito, gli consentì di scoprire dall’interno i meccanismi del teatro pirandelliano. In seguito, Camilleri parlò approfonditamente di Pirandello in seminari, conferenze, lezioni universitarie, scrisse introduzioni alle sue opere e gli dedicò anche una biografia, Biografia del figlio cambiato (2000).
Un’ultima curiosità: Camilleri si impegnò anche per trasferire in Sicilia le ceneri dello scrittore premio Nobel, che si trovavano al cimitero del Verano, a Roma. Pirandello, infatti, aveva chiesto che le sue ceneri venissero disperse in mare o, se ciò non fosse stato possibile, fossero sepolte nella villa dove era nato. Camilleri raccontò del rocambolesco viaggio di ritorno dell’urna in Sicilia (in treno, la cassetta che le conteneva fu presa da alcuni uomini e usata come tavolo per giocare a carte). Alla fine, comunque, le ceneri arrivano ad Agrigento e una parte fu anche dispersa nel «gran mare africano», come Pirandello chiamava il mare davanti a casa.



