Anniversario Mozart: i 270 dalla nascita del genio di Salisburgo

In questo inizio di 2026, un primo anniversario riguarda Wolfgang Amadeus Mozart. Il compositore salisburghese è conosciuto da chiunque, anche da chi non è appassionato di musica classica. Il 27 gennaio di quest’anno cade il 270° anniversario dalla nascita di Mozart, avvenuta nel 1756. Morto giovanissimo, in appena 35 anni di vita, scrisse alcune delle più importanti pagine nella storia della musica occidentale. Attraverso le opere di Federico Motta Editore, scopriamo qualche curiosità su lui.

Mozart: l’anniversario di un genio

Come scrive Anna Tedesco nel suo saggio su Wolfgang Amadeus Mozart pubblicato sull’Età moderna di Federico Motta Editore,

[Mozart] rappresenta un ponte tra passato e futuro, un punto d’equilibrio tra il Settecento, cui è più legato Haydn, e l’Ottocento romantico di cui Beethoven è considerato il primo esponente.

Come ricorda l’Enciclopedia Motta, Mozart è stato un caso più unico che raro nella storia della musica occidentale perché «trattò con identica, somma maestria tutti i generi musicali del suo tempo». Chi vuole avvicinarsi a scoprire la sua opera, si troverà di fronte a un repertorio sterminato con opere di vario genere, dalla musica sacra all’opera, passando per sinfonie e concerti per singoli strumenti. Alcune sono melodie estremamente popolari, come il Rondò alla turca, cioè il terzo movimento della Sonata per pianoforte n. 11. Ma bisogna ricordare anche le sue 45 sinfonie, tra cui la famosissima Sinfonia n. 41, la cosiddetta Jupiter, che Mozart scrisse in poche settimane nell’estate del 1788.

Delle sue composizioni per musica sacra, spiccano invece l’Ave Verum Corpus, la Grande messa in do minore e la Messa dell’incoronazione. Mozart scrisse inoltre pagine memorabili per il teatro d’opera. Su tutte, le più famose sono probabilmente le tre opere italiane scritte su libretto di Lorenzo Da Ponte: Le nozze di Figaro, Don Giovanni, Così fan tutte. Su libretto tedesco di Emanuel Schikaneder, ricco di riferimenti esoterici e massonici, scrisse invece il Flauto magico, la sua ultima opera rappresentata. E come non citare, infine, il suo Requiem, rimasto incompiuto per la morte del compositore e reso celebre anche grazie al film Amadeus, capolavoro di Miloš Forman.

La grandezza di Mozart

Ma perché ancora oggi ascoltiamo Mozart, a quasi tre secoli dalla sua nascita? Mozart ha saputo assorbire gli stili musicali diffusi nel Settecento e li ha rielaborati in maniera originale, dando vita a un nuovo linguaggio. Scrive sempre Anna Tedesco:

la tradizione precedente viene consumata e ricreata totalmente. Mozart scrive i massimi capolavori nello stile dell’opera buffa italiana e crea contemporaneamente l’opera nazionale tedesca; compone ed esegue concerti di brillante virtuosismo ma vi introduce elementi d’inquietudine drammatica – la sua famosa “malinconia” – che fanno presagire il romanticismo. Le sue sinfonie, pur nel solco della tradizione creata da Haydn, “riscoprono” il contrappunto di Bach.

Un ponte quindi, tra la tradizione classica del Settecento e quello che, più tardi, sarà il gusto romantico dell’Ottocento. Innovativo e versatile, Mozart ha perfezionato la capacità delle composizioni musicali di suscitare emozioni, riuscendo a bilanciare sapientemente leggerezza e malinconia. Non si resta mai indifferenti all’ascolto di un’opera di Mozart! Inoltre, il compositore di Salisburgo fu uno dei primi artisti in senso moderno: a un certo punto della sua carriera rifiutò infatti di avere un unico mecenate e iniziò a lavorare per un vasto numero di committenti, alla ricerca della propria libertà espressiva e artistica. Anche questo è un atteggiamento che sarà sviluppato dai grandi artisti del Romanticismo e che oggi è associato all’idea stessa di artista.

I Mozart, una famiglia di musicisti

Tutti conoscono il genio di Wolfgang Amadeus Mozart, ma sapevate che proveniva da una famiglia di musicisti? Il padre Leopold (1719-1787) era un violinista di talento. Spesso viene ricordato come il mentore, capace di riconoscere e coltivare il talento del piccolo Wolfgang. In pochi però ricordano il suo lavoro di teorico della musica: per esempio, scrisse un manuale per lo studio del violino, intitolato Versuch einer gründlichen Violinschule (1756), che è una preziosa fonte di informazioni su come si suonava il violino secondo il gusto del Settecento. Ma la famiglia Mozart aveva anche un altro talento musicale: Maria Anna (1751-1829), detta Nannerl, la sorella maggiore di Wolfgang. Fu una precoce clavicembalista e, in coppia con il fratello, fu portata dal padre in tournée nelle principali corti europee. Della vita dei Mozart conosciamo molti dettagli grazie al diario di Maria Anna. Leopold era un vero e proprio manager: prendeva contatti, organizzava esibizioni, concordava il compenso. I viaggi attraverso l’Europa erano però tutt’altro che comodi, e c’era sempre il rischio di ammalarsi gravemente. I due bambini si esibivano a volte davanti a sovrani, altre volte in chiese o residenze private. Purtroppo, dopo l’adolescenza, le convenzioni dell’epoca spinsero Maria Anna ad abbandonare le scene. I rapporti tra Wolfgang e il padre, invece, si deteriorano con il tempo fino a interrompersi.