La prima volta che una donna si laureò

Elena Lucrezia Cornaro Piscopia nella vetrata del Vassar College di New York

348 anni fa, nell’aula magna dell’Università di Padova — poi spostata all’ultimo momento nella Cappella della Vergine per contenere la folla accorsa — una giovane veneziana di 32 anni ottiene il titolo accademico: è Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, la prima donna laureata della storia moderna. Ripercorriamo la sua storia a partire dalla voce a lei dedicata nell’Enciclopedia Motta.

La prima donna laureata della storia: un’occasione fuori dal tempo…

Figlia naturale del nobile Giovanni Battista Cornaro, procuratore di San Marco, e della popolana Zanetta Boni, Elena nasce a Venezia nel 1646 e mostra fin da giovanissima un’inclinazione straordinaria per lo studio. Il padre, ansioso di ridare lustro a una casata in declino, la affida a una rete di maestri d’eccezione: un teologo, un latinista, un grecista, un professore di filosofia e persino un rabbino. Elena, oltre a seguire la sua vocazione religiosa che la rende, diciannovenne, oblata benedettina, arriva a padroneggiare greco, latino, ebraico, spagnolo, francese, arabo e aramaico, oltre a sviluppare una profonda cultura musicale. La sua fama si diffonde rapidamente: accolta in numerose accademie italiane, è consultata da cardinali e studiosi europei su questioni di geometria e filosofia. Nel 1677 il padre presenta la sua domanda di laurea in teologia. Il cardinale Gregorio Barbarigo, vescovo di Padova e cancelliere dell’Università, si oppone con fermezza, ritenendo che “dottorar una donna” fosse “uno sproposito”. Si giunge così a un compromesso: la laurea in filosofia. Il 25 giugno 1678, dopo aver discusso brillantemente due tesi su Aristotele, Elena è proclamata per acclamazione magistra et doctrix philosophiae.

… che resta un simbolo universale

La sua storia, tuttavia, non apre immediatamente le porte dell’università alle donne. Pochi mesi dopo la sua laurea, l’ateneo patavino modifica i propri statuti per vietare alle donne di conseguire titoli accademici. Solo nel 1732 un’altra donna si laurea in Italia: Laura Bassi, all’Università di Bologna.

Elena muore di tubercolosi nel 1684, a soli 38 anni, e cadde presto nell’oblio. Eppure il tempo, poi, le ha reso giustizia. La sua immagine è oggi custodita in una vetrata al Vassar College di New York e in un affresco all’Università di Pittsburgh; sul pianeta Venere esiste un cratere di 26 chilometri che porta il suo nome: Piscopia. La statua che la raffigura accoglie i visitatori di Palazzo Bo a Padova, e il Comune sta oggi lavorando per collocarla anche nel cuore della città. Il suo caso incarna una contraddizione potente: una donna ammessa alla conoscenza, ma a condizione che quella conoscenza non sovvertisse l’ordine costituito. Fu un’eccezione che il sistema si affrettò a chiudere, ma che la storia non ha dimenticato.