Verso la Luna: parte la missione Artemis II
Nella notte tra il 1° e il 2 aprile, è partita la missione Artemis II, prima tappa di un programma che vuole riportare l’uomo sulla Luna – e non solo. Il programma Artemis, erede dello storico programma Apollo, ha infatti grandi ambizioni e potrebbe essere il primo passo verso la colonizzazione del sistema solare. Scopriamo qualcosa in più su questo progetto, ricordando anche il programma Apollo, a cui sono dedicate molte pagine sulle opere di Federico Motta Editore.
La missione Artemis II: fin dove arriverà?
La missione Artemis II porterà, per la prima volta dalla fine del programma Apollo (1972), degli astronauti oltre l’orbita bassa della Terra. La tappa del viaggio è la Luna, ma non è previsto un allunaggio. Per questa missione, che viene considerata di test, il razzo Space Launch System porterà la navetta Orion verso l’orbita lunare. Qui gli astronauti orbiteranno attorno al nostro satellite e poi torneranno indietro sulla Terra. La missione è frutto di una collaborazione tra la NASA e altre agenzie internazionali: l’europea ESA, la giapponese JAXA e la canadese CSA. Se questa missione di test avrà esito positivo, il prossimo allunaggio è previsto per il 2028.
Il progetto Artemis è l’evoluzione moderna del programma Apollo e ha l’ambizioso obiettivo di riportare degli astronauti sulla Luna. Lanciato ufficialmente nel 2017, il programma prende il nome dalla dea greca Artemide, la dea della caccia e della Luna, sorella di Apollo: un nome che simboleggia la continuità con i successi passati. C’è però una novità: Artemis cercherà di rispondere all’esigenza di stabilire una presenza umana stabile sulla Luna, che possa essere usata come trampolino per future missioni verso Marte. A questo scopo, la NASA ha sviluppato il Sistema di Lancio Spaziale (SLS) e la capsula Orion. Il primo test senza equipaggio, Artemis I, è stato lanciato nel novembre 2022 e ha completato con successo un volo di prova attorno alla Luna.
L’eredità delle missioni Apollo
L’allunaggio del 21 luglio 1969 fu un momento fondamentale per la storia umana. Come ricordano i Decenni di storia contemporanea:
«That’s one small step for a man, one giant leap for mankind» (questo è un piccolo passo per un uomo, un enorme balzo per l’umanità) disse Neil Armstrong mentre il suo piede sinistro toccò alle 03.56, ora europea, il suolo lunare.
Per la prima volta, un essere umano toccava il suolo di un corpo che non era la Terra. L’allunaggio ha poi dato il via nuove missioni spaziali. Come ricorda Corbellini nel saggio La conquista dello spazio sul Novecento di Federico Motta Editore:
Dopo il successo americano nella conquista della Luna, i viaggi di esplorazione spaziale vengono ripensati con nuovi obiettivi. I sovietici si concentrano su Marte e Venere verso cui avevano già lanciato diverse sonde. Intanto altri Paesi inaugurano i propri programmi spaziali. Il Giappone, la Cina e la Francia lanciano i primi oggetti orbitanti nel 1970. Nel 1971 i Sovietici lanciano in orbita il primo laboratorio spaziale, mentre gli Americani, con l’Apollo 15, portano sulla Luna un veicolo, il Lunar Rover, usato dagli astronauti David Scott e James Irwin. L’anno successivo l’Apollo 16 porta sulla Luna il primo telescopio astronomico.
Ma non solo: i voli spaziali hanno portato anche a innovazioni tecnologiche che hanno avuto un impatto sulla nostra vita quotidiana. Nonostante le critiche per i costi, infatti, dei viaggi nello spazio hanno giovato diverse tecnologie, dai laser ai computer. D’altra parte, il cosmo ha da sempre attratto l’uomo e la sua esplorazione continua a essere considerata un obiettivo importante per l’umanità.



