Nel 1924 Federico Motta ha ventotto anni, lavora sodo e la sua attività con la Fotoincisione Sociale si amplia. Si associa con i fratelli Altimani, con i quali dà vita a una seconda azienda, più grande. Quindi il 14 gennaio 1929 fonda la Cliché Motta, con sede in via Paolo Sarpi, che nel secondo dopoguerra cambierà nome in Federico Motta Editore.

La prima foto di gruppo della Cliché Motta

La prima foto di gruppo della Cliché Motta

La scelta del marchio

Fin dall’inizio la nuova azienda assume come marchio il disegno di un torcoliere, cioè l’operaio che nelle tipografie aveva il compito di manovrare il torchio per la stampa. All’avanguardia nell’arte della riproduzione fotografica, la Cliché Motta è tra le prime in Italia a realizzare produzioni a colori.

Il torcoliere, storico logo della Cliché Motta e poi della Federico Motta Editore

Il torcoliere, storico logo della Cliché Motta e poi della Federico Motta Editore

Le prime pubblicazioni della Cliché Motta

L’attività editoriale inizia con la pubblicazione di un fumetto che conosce larga fortuna in quegli anni. Si tratta di Dick Fulmine, il poliziotto italoamericano inventato da Carlo Cossio e Vincenzo Baggioli. Siamo però negli anni della dittatura fascista, e anche Dick Fulmine è sottoposto alla censura. Su richiesta personale di Mussolini, il personaggio cambia addirittura connotati. In seguito a un incidente automobilistico il suo volto assume tratti più affini ai modelli imposti dal regime.

Un altro personaggio molto fortunato è Zambo: negli anni delle leggi razziali viene proposto un fumetto che ha un protagonista di origini africane. Poi Federico Motta capisce che per attrarre i lettori sono necessari nuovi stimoli all’acquisto. Ecco quindi Tony Falco, protagonista di un bellissimo albo per ragazzi, che regala ai suoi giovani lettori una bicicletta modello Gino Bartali.

La copertina di un albo di Dick Fulmine

La copertina di un albo di Dick Fulmine

Il primo album di figurine sul calcio

Federico Motta anticipa i tempi lanciando un’attività che nei decenni successivi avrà grande fortuna: le figurine collezionabili dei calciatori. Spesso e volentieri era Motta in persona che si metteva dietro la macchina fotografica a ritrarre i giocatori.

Una delle prime figurine di calciatori, stampate dalla Cliché Motta

Una delle prime figurine di calciatori, stampate dalla Cliché Motta

La seconda guerra mondiale e il passaggio alla Federico Motta Editore

L’attività editoriale conosce una nuova battuta d’arresto nel 1940, quando l’Italia entra nella seconda guerra mondiale. Sono tempi durissimi per la piccola Cliché Motta, che tuttavia nel dopoguerra riuscirà a risollevarsi e, sotto il nome di Federico Motta Editore, tornerà a crescere. L’impegno nel lavoro e la passione per il racconto e la stampa saranno, come sempre, un elemento fondante dell’attività della casa editrice.

1 commento

Trackbacks & Pingbacks

  1. […] questo nucleo si svilupperà, nel 1929, la Cliché Motta, destinata a diventare Federico Motta Editore nel secondo […]

I commenti sono chiusi.