Senza i libri la nostra cultura e la nostra società non esisterebbero. Il Salone del libro di Torino 2026, che si tiene in questi giorni, ci ricorda la centralità di questi strumenti, che spesso tendiamo a dare per scontati. Un libro non è solo un insieme di carta e inchiostro, ma racchiude in sé un mondo. È uno strumento per trasmettere il sapere e, più in generale, la cultura. Soprattutto quando parliamo delle grandi opere. Ci sono infatti degli “ingredienti” che rendono un’opera destinata a durare negli anni. E alcuni libri hanno un valore che resiste nel tempo, che li rende sempre attuali. Ma il libro è anche proiezione verso il futuro e, come insegna Umberto Eco, è uno strumento per preservare la memoria.
Con 42 milioni di abitanti, Giacarta nel 2025 è diventata la città più popolosa al mondo, superando Tokyo (la sua area metropolitana ne ha “solo” 32 milioni). L’urbanizzazione, iniziata nel Novecento, ha portato alla nascita di megalopoli sempre più grandi e negli ultimi decenni la crescita più vertiginosa si registra nei paesi asiatici. Approfondiamo questi temi attraverso le opere pubblicate da Federico Motta Editore.
Il 2 aprile ricorrono i 20 anni dalla morte di Wojtyla, il papa polacco che ha guidato la Chiesa cattolica per oltre 26 anni. Ripercorriamo brevemente alcuni punti salienti della vita di Giovanni Paolo II, che fu uno dei più importanti pontefici del Novecento. Lo faremo attraverso le opere di Federico Motta Editore, e in particolare il Dizionario dei papi.
Gli Oscar, da quasi un secolo, rappresentano il premio più ambito e il massimo riconoscimento nel mondo del cinema statunitense e non solo. Ma cosa si cela dietro la scintillante cerimonia e la statuetta dorata?
Il mondo dice addio a Luis Sepulveda, importante scrittore cileno, conosciuto in Italia soprattutto per le sue favole. Nel vasto modo dell’editoria destinata ai più giovani, in cui ha operato anche Federico Motta Editore con la sua attività di divulgazione, la favola e la letteratura per l’infanzia hanno avuto l’importante compito di diffondere il piacere per la lettura e di praticare l’esercizio della fantasia.

Gianni Rodari, la favola e il Novecento





