Chrome

Chrome spegne dieci candeline. In un decennio il browser targato Google è diventato il più utilizzato della rete, scalzando avversari come Mozilla Firefox e Internet Explorer. Il web è molto cambiato da quando, nel 1991, Tim Berners-Lee inventò il primo browser. Si era agli albori di internet, ma la rete globale prospettava già grandi cose, in particolare per la nascente editoria digitale, di cui Federico Motta Editore è stato uno dei pionieri.

Chrome

Il browser Chrome di Google

Il web prima di Chrome

Il primo browser, come abbiamo ricordato, è stato inventato da Tim Berners-Lee (il padre di internet) nel 1991. Si chiamava WorldWideWeb, ma poco dopo è stato ribattezzato Nexus. Era stato creato, però, a scopo puramente dimostrativo, per testare le potenzialità del neonato web. Il primo browser a godere di una certa popolarità tra gli utenti di computer è stato Mosaic, sviluppato tra il 1992 e il 1997. Ben presto però si aggiunsero altri programmi e si scatenò una vera e propria guerra dei browser per conquistare il primato nella diffusione. I principali contendenti erano due: Netscape Navigator e Internet Explorer di Microsoft. Alla fine fu quest’ultimo a vincere, grazie soprattutto alla diffusione di Windows, il sistema operativo di casa Microsoft.

L’avvento di Chrome

Internet Explorer mantenne il primato fino alla prima metà degli anni Duemila, quando fu insidiato da Mozilla Firefox. Nato nel 2002 dalle ceneri di Netscape Navigator, piano piano Firefox conquistò sempre più utenti. Infine, nel settembre 2008 anche Google lanciò un proprio browser, Chrome. Un programma stabile, veloce e con una grafica minimale, che in pochi anni è diventato il browser più utilizzato al mondo. D’altra parte anche il web è molto cambiato in questi anni, e con lui l’editoria digitale. Un esempio di questa evoluzione è osservabile nei prodotti della Federico Motta Editore, dalle enciclopedie in cd-rom alla bancadati multimediale. Da semplice rete di testi, internet è diventato sempre più multimediale, più interattivo e più “social”. E la sua espansione non è di sicuro finita!