Venezia

Spesso la storia dell’editoria è stata fatta da esperti e appassionati tipografi che, come Federico Motta, sono poi diventati dei grandi editori. E proprio i tipografi sono stati i padri dell’editoria moderna. Il primo editore della storia era infatti allo stesso tempo stampatore e umanista: stiamo parlando di Aldo Manuzio, attivo a Venezia tra la fine del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento. Scopriamo insieme la sua importante figura.

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Venezia durante il Rinascimento fu un florido centro culturale

La cultura nella Venezia del Rinascimento

La Venezia del Quattrocento e Cinquecento era uno dei più importanti nodi commerciali del Mediterraneo. Durante la seconda metà del XV secolo la repubblica marinara estese il suo dominio alla terraferma. In questi anni si diffuse anche il Rinascimento, che giunse attraverso la mediazione di Milano e delle esperienze artistiche e letterarie della città lombarda. Fiorisce la pittura, con artisti del calibro di Bellini, Carpaccio, Giorgione, Tiziano, Lorenzo Lotto. Gli umanisti si interessavano principalmente di filologia: a favorire lo studio del greco antico furono anche gli scambi commerciali e culturali con il Mediterraneo orientale. In questo contesto si sviluppò l’attività di Manuzio, il primo editore moderno.

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La marca tipografica di Aldo Manuzio

Aldo Manuzio e la nascita dell’editoria

Aldo Manuzio nacque attorno alla metà del Cinquecento. Compì gli studi umanistici a Roma e Ferrara, quindi visse a Mirandola (vicino a Modena) presso Giovanni Pico e fu precettore del principe Alberto Pio a Carpi. Nel 1494 iniziò a Venezia la sua attività di tipografo. Diventò celebre durante l’Umanesimo per le sue pregiate edizioni di classici della letteratura greca, latina e italiana, che presto vennero conosciute e apprezzate in tutta Europa. I libri da lui pubblicati (le cosiddette aldine) erano facilmente riconoscibili dalla marca tipografica che, dal 1502, campeggiava sul frontespizio: un’ancora con un delfino. La cura tipografia e filologica che Manuzio dedicava ai suoi volumi fanno sì che sia oggi considerato il primo editore in senso moderno.