Milano

La storia dell’editoria nel nostro Paese è legata ad alcune città molto particolari. Se Venezia è stata la città dove l’editoria ha mosso i primi passi, Milano dal XIX secolo è la capitale dell’editoria italiana. In questi giorni in cui il capoluogo della Lombardia si ferma a causa del nuovo Coronavirus, ricordiamo l’importanza di questa città, in cui ha mosso i primi passi anche Federico Motta.

Milano

Il duomo, simbolo per eccellenza di Milano

Una capitale per l’editoria nazionale

Fin dagli inizi dell’Ottocento, Milano si è affermata come uno dei fulcri dell’editoria italiana. Già prima dell’unità d’Italia, erano attivi nella città meneghina editori e intellettuali che si proponevano di diffondere la cultura anche ai ceti meno abbienti. Era un’esigenza sentita particolarmente dai romantici, che dalla fine del XVIII secolo si riunivano attorno alla rivista «Il Conciliatore». Il ruolo di capitale dell’editoria italiana si è poi rafforzato dopo il raggiungimento dell’unità nazionale. Tra Ottocento e Novecento erano attivi nella città lombarda editori come Treves, che pubblicava classici della letteratura italiana del Novecento come D’Annunzio e Pirandello. Un primato che la città ha saputo mantenere fino al giorno d’oggi, nonostante la concorrenza di Torino, Roma e Firenze.

Milano e l’editoria oggi

E oggi? Milano si conferma capitale dell’editoria, sede di alcuni dei più importanti gruppi editoriali italiani. Qualche dato basterà a comprendere il perché di questo primato. Nel capoluogo della Lombardia hanno sede 1.658 imprese della stampa e riproduzione supporti sulle 17.621 presenti in Italia, e 26 mila dei 158 mila addetti all’editoria nel nostro paese. La città ha inoltre una percentuale di lettori più alta rispetto alla media italiana (il 53,9% rispetto al 46% della media nazionale) e vi si pubblicano oltre un terzo dei titoli complessivi italiani. Un primato che si allarga all’intera regione: 10 mila sono infatti le imprese editoriali in Lombardia, di cui la metà hanno sede nel capoluogo.