150 anni di Corriere della Sera
Il 5 marzo 2026, il “Corriere della Sera” compie 150 anni. Un secolo e mezzo di storia italiana raccontato dalle pagine di un giornale che ha accompagnato l’evoluzione politica, sociale e culturale del Paese.
Dalle origini borghesi a via Solferino
Come ricorda l’Enciclopedia Motta, il “Corriere” è un “quotidiano milanese fondato nel 1876 da Eugenio Torelli-Viollier, che ne divenne il primo direttore (1876-98); è il giornale più diffuso in Italia. Tradizionalmente considerato il giornale della borghesia lombarda, ha attraversato tutta la storia dell’Italia unita”.
Nelle pagine dell’enciclopedia si legge anche che il suo fondatore, Eugenio Torelli-Viollier, appunto, era un giornalista nato nel 1842 nel Regno delle Due Sicilie da padre napoletano e madre francese; aveva lavorato a Napoli come redattore per “L’indipendente”, giornale diretto da Alexandre Dumas padre, e poi a Milano, dove diresse le riviste “L’illustrazione universale” e “L’Emporio pittoresco”, per poi passare a “Il Secolo”, per l’editore Sonzogno.
Quando “Il Secolo” passò politicamente all’area mazziniana, Torelli Viollier, di orientamento più moderato, restò al giornale stando attento a non farsi coinvolgere politicamente. Tuttavia il rapporto con Sonzogno si incrinò e nel 1872 Torelli Viollier passò ai concorrenti Fratelli Treves, editori del quotidiano “il Corriere di Milano”, e poi alla direzione di “La Lombardia”.
In un contesto politico volto al moderatismo, in cui la borghesia industriale intendeva aprire un canale di dialogo con la Sinistra, si delineò lo spazio per un nuovo giornale moderato e mediatore. Nacque così il “Corriere della Sera” con la prima sede in Galleria Vittorio Emanuele, a Milano. Il primo numero venne annunciato dagli strilloni in piazza della Scala alle 21 del 5 marzo 1876.
Nel 1904 la redazione si trasferì nello storico palazzo di via Solferino, divenuto nel tempo un simbolo dell’informazione nazionale. Sotto la direzione di Luigi Albertini, dal 1900 agli anni Venti, il giornale consolidò prestigio e influenza, assumendo una linea liberale e interventista che segnò il dibattito pubblico prima e dopo la Grande Guerra. L’avvento del fascismo portò all’allontanamento di Albertini, segnando una delle pagine più delicate della storia del quotidiano.
Firme illustri e supplementi storici
Il “Corriere” non è stato soltanto cronaca e politica. È stato laboratorio culturale e fucina di talenti. Tra le firme ospitate spiccano Luigi Pirandello, Eugenio Montale, Ennio Flaiano e Pier Paolo Pasolini, a testimonianza di un dialogo costante tra giornalismo e letteratura.
Accanto al quotidiano nacquero iniziative editoriali entrate nell’immaginario collettivo, come il supplemento illustrato “La Domenica del Corriere”, con le celebri copertine disegnate, e il settimanale culturale “La Lettura”. Senza dimenticare “Il Corriere dei Piccoli”, che ha coltivato generazioni di lettori.
150 anni di storia italiana
Nel secondo Novecento, tra scoop e grandi inchieste politiche e finanziarie che anticiparono svolte giudiziarie che si alternarono a periodi meno felici, il quotidiano attraversò passaggi societari cruciali: l’ingresso nel gruppo Rizzoli nel 1974, poi confluito in RCS Mediagroup e, dal 2016, sotto il controllo di Cairo Communication. Gli anni Ottanta furono segnati dallo scandalo della loggia P2, che coinvolse i vertici editoriali e portò alle dimissioni del direttore Franco Di Bella. Alla guida si sono alternati nomi come Piero Ostellino, Ugo Stille, Paolo Mieli, Ferruccio De Bortoli, Stefano Folli e, dal 2015, Luciano Fontana.
Il “Corriere”, in 150 anni di storia, resta uno specchio dell’Italia e sfogliare i suoi archivi (disponibili online agli abbonati) è ripercorrere della vita pubblica del Paese.








