Gaudí, cento anni dopo
“Il più geniale architetto dell’art nouveau”: così è definito Antoni Gaudí y Corne nel saggio dedicato alla produzione architettonica degli anni a cavallo tra fine ‘800 e inizio ‘900 di Historia. Il 10 giugno 2026 ricorre il centenario della sua morte e lo stesso giorno sarà inaugurata la Torre di Gesù Cristo, la più alta della Sagrada Familia.
Gaudí, il genio catalano
Antoni Gaudí nasce il 25 giugno 1852 a Reus, in Catalogna, in una famiglia di artigiani. Matura una spiccata abilità manuale e una profonda conoscenza dell’architettura gotica e degli scritti di Viollet-le-Duc e di Ruskin che lo incoraggiano alla rielaborazione di forme gotiche. Poi si traferisce a Barcellona e, dopo il diploma nel 1878, inizia a lavorare come architetto. Qui ha occasione di sviluppare un linguaggio del tutto personale, fondato sul rifiuto della linea retta e sull’imitazione delle forme naturali: colonne come alberi, volte come cieli pietrificati, facciate che sembrano modellate dal vento. Casa Batlló, Casa Milà, il Parc Güell: opere dichiarate Patrimonio dell’Umanità, nate dalla stessa ossessione: avvicinarsi a Dio attraverso l’architettura. Negli ultimi anni Gaudí vive in povertà quasi ascetica, dormendo nel cantiere della Sagrada Família, la cattedrale alla quale aveva consacrato l’intera esistenza. Il 10 giugno 1926, tre giorni dopo essere stato investito da un tram, morì. Barcellona intera si fermò per i suoi funerali. Fu sepolto nella cripta della sua cattedrale incompiuta.
L’ultima torre della Sagrada Familia
Cent’anni dopo, il 10 giugno 2026, quella cattedrale compirà uno dei suoi gesti più solenni: la Torre di Gesù Cristo, l’ultima e più alta delle torri centrali progettate da Gaudí, 172,5 metri di altezza, sarà ufficialmente inaugurata. La cerimonia culminerà con la benedizione della croce in acciaio e vetro che la corona, visibile da tutta Barcellona. Non è soltanto un traguardo architettonico: è il compimento simbolico di un testamento spirituale, costruito per oltre un secolo attraverso donazioni private e il lavoro di generazioni di artigiani.
Il Papa e il Venerabile
A presiedere le celebrazioni ci sarà Leone XIV, che presiederà una Messa solenne nella Sagrada Família in occasione del centenario della scomparsa dell’architetto catalano. La presenza del Pontefice riconosce il significato profondamente religioso dell’opera gaudiana. Non è un caso che già Papa Francesco, in uno degli ultimi atti del suo pontificato, nell’aprile del 2025, avesse proclamato Gaudí venerabile. Si tratta del primo passo formale verso la beatificazione. Gaudí non aveva soltanto costruito edifici, ma aveva tentato attraverso la sua opera di avvicinarsi a Dio.






