Umberto Eco: una biblioteca

La biblioteca non è una semplice raccolta di libri. È un insieme di relazioni, è un universo, e lo sapeva bene Umberto Eco: una biblioteca, non a caso, è al centro del suo romanzo più famoso, Il nome della rosa. Le biblioteche hanno una storia antichissima ma, ci si può chiedere, ha ancora senso raccogliere libri cartacei nell’epoca di internet? La risposta è sì. Molti editori, come Federico Motta Editore già dagli anni Novanta, hanno messo a disposizione contenuti digitali online. Eppure anche la biblioteca fisica continua ad avere un suo valore irrinunciabile.

Umberto Eco: una biblioteca

Una raccolta di libri ma non solo. Come ci ha insegnato Umberto Eco: una biblioteca è un vero e proprio universo

Quando nacquero le biblioteche?

Se l’editoria è un’attività tutto sommato recente, risalente al XV secolo, le biblioteche sono molto più antiche. Per trovare la prima biblioteca bisogna risalire addirittura ai tempi dei Babilonesi: scavi archeologici hanno rinvenuto collezioni di tavolette datate al III e al II millennio a.C. Molto famose erano però le biblioteche della Grecia antica. Si ha notizia che Pisistrato ne fondò una ad Atene nel VI secolo a.C. La più celebre è però la grande biblioteca di Alessandria d’Egitto: si stima che al momento del suo massimo splendore ospitasse addirittura 500 mila volumi. Anche Roma aveva le sue biblioteche. Le due più famose appartenevano a dei privati, Attico e Lucullo, ma esistevano anche biblioteche pubbliche come quella dell’Aventino.

Biblioteche medievali e moderne

Con la crisi dell’Impero romano tutta la cultura dell’epoca conobbe un periodo difficile, comprese le biblioteche. Durante il Medioevo latino, però, le biblioteche iniziarono a diffondersi nei monasteri, come luoghi in cui conservare il sapere del passato. È un aspetto ben noto ai lettori del Nome della rosa di Umberto Eco: una biblioteca diventa, nel romanzo, il centro di una serie di delitti. Nel Rinascimento si diffusero poi le prime biblioteche laiche. A questo proposito una curiosità: all’epoca i libri erano legati agli scaffali con una catena, per impedire furti. Le biblioteche si trasformarono radicalmente però con il XX secolo e la nascita della biblioteconomia. E oggi le biblioteche sono anche digitali, seguendo un percorso verso il multimediale di cui Federico Motta Editore è stato pioniere. Ma le biblioteche fisiche continuano e continueranno anche in futuro a conservare il loro fascino e il loro valore storico e culturale.