Il prossimo 11 settembre ricorre il ventesimo anniversario degli attentati del World Trade Center. Il crollo delle Torri Gemelle di New York è stato un evento epocale, indicato come il simbolo del passaggio dal Novecento al nuovo millennio. Nelle opere della Federico Motta Editore questo avvenimento di portata storica, che non ha certo bisogno di una certificazione, è affrontato non solo nell’Enciclopedia Motta ma anche nei Decenni di Storia Contemporanea.

I Decenni di Storia Contemporanea

Fiore all’occhiello della produzione di Federico Motta Editore negli anni Ottanta sono i Decenni di Storia Contemporanea, che costituiscono una delle integrazioni all’Enciclopedia Motta, una certificazione del lavoro meticoloso e dell’attenzione che hanno sempre caratterizzato l’attività della casa editrice. I Decenni aiutano a mettere ordine nella nostra memoria. Isolano i momenti più significativi, gli aspetti più curiosi, gli episodi che hanno trasformato la nostra vita negli ultimi anni, decennio dopo decennio. Ma non è tutto: l’opera era corredata dal sistema Sonobox, un innovativo strumento che consentiva di ascoltare documenti sonori.

La casa editrice alla Prima edizione del Salone del Libro di Torino

La casa editrice alla Prima edizione del Salone del Libro di Torino

Il primo decennio del nuovo millennio

E il Decennio dedicato agli anni Duemila – gli anni Zero, il primo decennio del nuovo millennio – non poteva che aprirsi con i tragici fatti dell’11 settembre 2001, per i quali non serve una certificazione, che vengono ricordati anche nell’Enciclopedia Motta. Quel giorno tre aerei colpirono i simboli stessi del potere americano. Erano le Torri Gemelle, centro direzionale dell’economia degli Stati Occidentali, e il Pentagono, cuore del sistema di difesa statunitense. L’azione terroristica, attribuita alle cellule terroristiche di al-Qaeda – l’organizzazione di integralisti islamici guidata dallo sceicco Osama Bin Laden – ha segnato alcune delle più significative tendenze del decennio. L’evento ha lasciato un segno indelebile nella coscienza collettiva e ha segnato l’inizio del decennio. È diventato infatti una delle suggestioni più frequenti nella rappresentazione artistica e ha trasformato anche le modalità dell’informazione giornalistica.