Federico Motta al lavoro

È stato chiamato decreto rilancio: è il provvedimento con cui si spera di far ripartire l’Italia dopo la chiusura per la pandemia. In molti hanno paragonato l’emergenza Covid-19 a una guerra. Ripercorriamo allora cosa successe in Italia dopo la seconda guerra mondiale, ricordando anche che in quegli anni riprese vita la Federico Motta Editore.

Tempo di rilancio, anche per l’editoria

Già nel nome il decreto rilancio evoca l’idea di una ricostruzione, proprio come fu nel secondo dopoguerra. In quel periodo che si posero le basi per lo sviluppo industriale dei decenni successivi. Il lavoro degli editori trovò terreno fertile nella voglia di rinnovamento diffusa tra gli scrittori e gli intellettuali: tra il 1945 e il 1949 il numero dei titoli pubblicati crebbe del 131,8%. Il panorama era estremamente variegato, e vedeva le nuove opere di giovani scrittori italiani accanto ai libri di autori stranieri tradotti per la prima volta nella nostra lingua. Anche per Federico Motta Editore gli anni Quaranta furono un momento cruciale, con la ripresa delle pubblicazioni e l’introduzione di nuovi macchinari in tipografia.

anniversario della liberazione d'Italia

La tipografia con le rotative della Federico Motta Editore

Il dopoguerra e la Federico Motta Editore

Anche Federico Motta conobbe un rilancio negli anni Quaranta. Subito dopo la fine della guerra trasferisce la sua casa e il suo laboratorio in via Branda Castiglioni. Qui sorge un nuovo edificio, in grado di ospitare la tipografia e le moderne attrezzature di cui necessita. L’impegno e la passione per la stampa caratterizzano anche questa nuova fase dell’azienda, che cambierà per l’ultima volta nome, diventando definitivamente Federico Motta Editore. Si ricomincia quindi, senza risparmio di energia e di fantasia! L’attività si amplia e fanno la loro comparsa nuove attrezzature. Alcune di queste si devono proprio all‘intraprendenza e alla creatività del titolare. Fra queste c’è una macchina per la fotoriproduzione montata su un carrello scorrevole. Federico la realizza recuperando i binari e le molle di sospensione di un vecchio tram. Per la stampa dei fumetti invece si utilizza una rotativa tipografica. A questa si aggiungeranno altre macchine sempre più sofisticate e all’avanguardia.