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Dante e il valore della cultura italiana

Dantedì

Il prossimo 25 marzo si celebra il Dantedì, la giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri. Il valore del grande autore fiorentino è noto a tutti e riconosciuto da varie opere, tra cui anche la Storia generale della letteratura italiana e nell’edizione della Divina Commedia pubblicata da Federico Motta Editore. Valore particolarmente celebrato in questo 2021, anno in cui cadono i 700 anni dalla morte del poeta.

Dante e la lingua italiana

Ma perché proprio il 25 marzo? La data, ovviamente, non è stata scelta a caso: il 25 marzo è infatti il giorno in cui, secondo le stime degli studiosi, Dante all’inizio dell’Inferno inizia il suo viaggio nell’aldilà. La Divina Commedia, l’opera più famosa di Dante, è stata nei secoli un punto di riferimento per letterati e linguisti italiani. Di più, è l’opera più importante di tutta la letteratura italiana. Dante è stato inoltre uno dei primi a porsi il problema della lingua italiana, argomento che affronta sia nel Convivio sia nel De vulgari eloquentia. Quest’ultima in particolare ha posto le basi per il dibattito attorno alla lingua italiana che ha attraversato i secoli fino a oggi.

La Divina Commedia di Federico Motta

La Divina Commedia è una delle opere più importanti della letteratura italiana e della letteratura europea in generale. Non stupisce quindi che nel mondo abbia avuto svariate traduzioni e edizioni. Allo studio del poema si sono dedicati alcuni dei maggiori italianisti del Novecento, tra cui spicca Natalino Sapegno. Anche Motta Editore, negli anni Sessanta, pubblicò un’edizione dell’opera dantesca, con note, commento ed interpretazione di Giuseppe Minzoni. Come le altre opere della Federico Motta Editore, valore della cultura e dell’opera vengono valorizzati in un volume di pregio e alta qualità tipografia. Composta da tre volumi, una per ogni cantica, era impreziosita da illustrazioni in bianco e nero. Un piccolo gioiello dell’editoria che contribuì a fare entrare Dante nelle case degli italiani.